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<channel><title><![CDATA[La pagina di Cuorerosso e Pitt&igrave; - ilbello&amp;ilbrutto]]></title><link><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/ilbelloampilbrutto.html]]></link><description><![CDATA[ilbello&amp;ilbrutto]]></description><pubDate>Fri, 03 Apr 2009 10:23:37 +0700</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[Parole belle]]></title><link><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/10/parole-belle.html]]></link><comments><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/10/parole-belle.html#comments]]></comments><pubDate>Thu, 23 Oct 2008 08:28:43 +0700</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/10/parole-belle.html</guid><description><![CDATA[Riporto una lettera di Vittorio Foa scritta nel 2003 alla redazione di Golem L'indispensabile che, in giornate come queste, giornate piene di parole usate a casaccio, ripetute, smentite, sventolate o compresse, mi pare particolarmente attuale. b. Cara redazione,non &egrave; facile rispondere: ho vissuto molto, il passato &egrave; lungo. E non c'&egrave; un solo passato, ce ne sono molti e alcuni cambiano nel tempo, basta assu [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<p  style=" text-align: justify; ">Riporto una lettera di Vittorio Foa scritta nel 2003 alla redazione di Golem L'indispensabile che, in giornate come queste, giornate piene di parole usate a casaccio, ripetute, smentite, sventolate o compresse, mi pare particolarmente attuale.<br /><br /> b.<br /><br /> <EM>Cara redazione,<br />non &egrave; facile rispondere: ho vissuto molto, il passato &egrave; lungo. E non c'&egrave; un solo passato, ce ne sono molti e alcuni cambiano nel tempo, basta assumere una dimensione temporale di medio o lungo periodo e la visione della propria vita diventa diversa. Ma vi sono dei punti fermi. Al di l&agrave; degli episodi pi&ugrave; o meno piacevoli da ricordare vi sono dei momenti nei quali si avverte un senso nuovo della propria vita. Sono i momenti di cambiamento. &Egrave; allora possibile trovare anche nella politica, come in tutte le attivit&agrave; creative, la felicit&agrave;, la gioia.<br />Sono i momenti in cui si sente di cambiare in primo luogo noi stessi, rinnovando le categorie della nostra mente, sia quelle logiche dell'apprendimento sia quelle etiche del dover essere.<br />Due mi sembrano gli elementi costitutivi di quella gioia: la libert&agrave; della scelta e il nuovo spazio di comprensione della convivenza sociale, delle sue necessit&agrave;, del suo sentire. La libert&agrave; era vissuta come responsabilit&agrave;, come premessa a quel bene cos&igrave; prezioso e fragile che &egrave; la solidariet&agrave;.<br />La partecipazione aveva diversi aspetti. Prima di tutto era la parola detta o scritta. Essa non pretendeva di asserire la verit&agrave;, non era prescrittiva, non diceva agli altri quello che dovevano fare. Era uno scambio fra chi parlava e chi ascoltava, era un invito a pensare insieme. E quando si poneva il problema di cambiare in qualche modo il mondo, si cercava negli altri qualcosa che fosse gi&agrave; una loro ricerca, una loro disponibilit&agrave; a fare. Gli altri non erano solo un oggetto della parola, erano un soggetto del futuro. I miei contemporanei, come quelli che erano venuti prima, col loro pensiero, con la loro azione e soprattutto con le loro lotte sociali, sono coloro ai quali devo la mia formazione. Ci ho pensato molto nel corso della vita: io non ho avuto un Maestro. Ho sempre cercato negli altri e preso da loro.<br />E adesso, cara Redazione, qualche ricordo personale. Avevo ventidue anni, ero un generico antifascista che cercava in qualche modo di confermare i suoi ideali. A un certo momento scelsi una via di rischio (poi largamente realizzato) per dare un senso alla mia azione, per non lasciarmi vivere come capitava. Eravamo un gruppo di compagni di "giustizia e liberta"; eravamo pochi, ma si poteva essere felici anche sentendosi soli in mezzo a un mondo indifferente. Cos&igrave; sarebbe stato possibile dopo pochi anni essere felici in mezzo a folle di cittadini che la pensavano come noi, in un momento di liberazione collettiva. Certo vi sono stati altri momenti felici, per esempio quando i giovanissi ventenni del 1960 riscoprirono l'antifascismo e gli diedero un senso nuovo, oppure nei decenni che seguirono, quando i lavoratori videro nella loro resistenza un problema che non era solo loro, ma di tutti. E ancora adesso, negli anni 2000, mi vengono delle tentazioni. E subito viene la domanda: e poi? Ho pi&ugrave; volte sofferto l'esperienza della politica che si fa rito e diventa incomprensibile. Il ricordo di lunghi periodi grigi e amari non cancella, per&ograve;, il ricordo della gioia e d&agrave; alla politica il senso della possibilit&agrave;. Torno sulla parola: non era pi&ugrave; quella di prima. Adesso si parlava senza ascoltare gli altri, si ripetevano a non finire le parole, utili ma non vere, si cercava in qualche modo di affermare un presunto potere sugli altri. Allora le parole amate, la giustizia sociale, la libert&agrave; non erano un ricerca comune, non ci parlavano pi&ugrave;.<br />Mi guardo attorno in quest'Italia berlusconiana. Le parole del potere perdono ogni riferimento con la realt&agrave;, sono dette come capita a seconda di ci&ograve; che &egrave; utile al potere. L'irrilevanza del linguaggio &egrave; la prova di un disimpegno etico.<br />Questo ci pone nuovi doveri in qualche modo a ritrovare una nuova felicit&agrave;. Ce la faremo, cara Redazione?<br /><br /></EM>Formia, 6 febbraio 2003<br /><br /><br /><em>(Vittorio Foa, nato nel 1910 a Torino da famiglia di origine ebraica, nel 1931 si laurea in Giurisprudenza e due anni dopo entra nel movimento di Giustizia e Libert&agrave;. Inizia cos&igrave; un periodo di attiva cospirazione e di forte impegno politico contro il regime fascista. Nel 1935 viene arrestato su segnalazione di un confidente dell'O.V.R.A. e denunciato al Tribunale Speciale Fascista che lo condanner&agrave; a 15 anni di reclusione. Liberato nell'agosto del '43, partecipa attivamente alla Resistenza come dirigente del Partito d'Azione. Il 2 Giugno 1946 viene eletto deputato all'Assemblea Costituente, a cui seguono la militanza nel Partito Socialista e la lunga attivit&agrave; sindacale nella CGIL. Nel 1970 decide di lasciare gli incarichi sindacali e di ritirarsi a studiare. Insegna Storia Contemporanea nelle Universit&agrave; di Modena e Torino e nel 1991 viene eletto senatore nel PDS. Sono numerosissimi i suoi interventi pubblici e le sue riflessioni sulla situazione politica e sociale italiana.) </em><br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Noi siamo qui. Per il momento. ]]></title><link><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/10/noi-siamo-qui-per-il-momento.html]]></link><comments><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/10/noi-siamo-qui-per-il-momento.html#comments]]></comments><pubDate>Wed, 15 Oct 2008 06:16:05 +0700</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/10/noi-siamo-qui-per-il-momento.html</guid><description><![CDATA[ [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  style=" margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; "><div style="text-align: center;"><object width='350' height='289'><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/k-1zcrgItB0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allownetworking" value="internal"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/k-1zcrgItB0" type="application/x-shockwave-flash" allownetworking="internal" wmode="transparent" width='350' height='289'></embed></object></div></div><p  style=" text-align: justify; "><FONT size=3><FONT size=2><SPAN style="COLOR: black"><FONT color=#1b3fad>Brutta &egrave; la solitudine. </FONT></SPAN><br /></FONT><br /></FONT><SPAN style="COLOR: black"><FONT color=#1b3fad size=2>Non quella accidentale, quella di passaggio, quella che ci si procura per troppo anticipo o troppo ritardo ad un appuntamento. </FONT></SPAN><br /><br /><FONT size=3><FONT size=2><SPAN style="COLOR: black"><FONT color=#1b3fad>E neppure quella da lacerazione, da abbandono. </FONT></SPAN><br /><br /><SPAN style="COLOR: black"><FONT color=#1b3fad>Per quanto sgradevole, passa.<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>E, <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>poi, di buono c &egrave; che pu&ograve; attraversare soltanto la vita di chi &egrave; vivo. &nbsp;</FONT></SPAN><br /><br /><SPAN style="COLOR: black"><FONT color=#1b3fad>Brutta davvero &egrave; la solitudine dell assente e dell escluso. Di chi pu&ograve; ancora scegliere, si. Ma si va a gusto. E i gusti cambiano e non hanno valore. E soprattutto sono tutti pari. E vanno a quantit&agrave;: ciascuno conta zero e acquista peso solo se ne trova tanti di uguali, ammonticchiati sulle crocette dei sondaggi. </FONT></SPAN><br /></FONT><br /><FONT size=2><SPAN style="COLOR: black"><FONT color=#1b3fad>Brutta davvero &egrave; la solitudine di chi stupisce, in quell attimo stesso in cui stupisce, e sente mancare il fiato in gola e il suolo ai piedi, se a soffocare &egrave; l arroganza, la destrezza senza intelligenza, il patto che si rompe, la cornice che si frantuma. </FONT></SPAN><br /></FONT><br /><FONT size=2><SPAN style="COLOR: black"><FONT color=#1b3fad>Quando legge il giornale e intravede <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>la parata del Quarto Reich che avanza. Con le piume,&nbsp;gli squilli, il fasullo che coprono il rumore di macchine demolitrici e il tonfo di muri maestri. </FONT></SPAN><br /></FONT><br /><br /></FONT><FONT size=3><EM><FONT size=2><SPAN style="COLOR: black">da Ansa 14 ottobre 2008: </SPAN><br /></FONT></EM><br /><STRONG style="mso-bidi-font-weight: normal">RAI E CONSULTA: DA GIOVEDI' SEDUTE AD OLTRANZA</STRONG><br /><br /><FONT size=2>&nbsp;ROMA - Nuovi elementi "positivi, ma non concludenti", sono emersi dalla riunione congiunta dei capigruppo di Camera e Senato sull'elezione di un giudice costituzionale e della commissione di Vigilanza Rai. Pertanto, i presidenti delle Camere Gianfranco Fini e Renato Schifani stabiliscono a partire da gioved&igrave; la "convocazione ad oltranza del Parlamento in seduta comune per l'elezione di un Giudice della Corte Costituzionale e della commissione parlamentare per la Vigilanza Rai per quella del suo presidente".</FONT><br /><br /><FONT size=2>"Ci dicano oggi qual &egrave; il loro candidato alla Corte costituzionale e noi siamo pronti a votarlo. E loro a questo punto votino Orlando, cos&igrave; in 24 ore la situazione si sblocca". E' la possibilit&agrave; offerta dal segretario del Pd, Walter Veltroni intervistato Youdem.Tv, la televisione del Partito Democratico oggi al suo esordio.<br /><br />Il Pdl fa quindi sapere che il suo candidato per la Corte Costituzionale &egrave; Gaetano Pecorella. "Abbiamo deciso ufficialmente di proporre Gaetano Pecorella come nostro candidato a giudice della Corte Costituzionale - racconta uno dei partecipanti alla riunione - e se l'opposizione verr&agrave; alla riunione dei capigruppo di oggi con Leoluca Orlando come loro candidato alla presidenza della commissione di vigilanza Rai, noi ne prenderemo atto".<br /></FONT><br /><br /><br /><SPAN style="COLOR: black">&nbsp;</SPAN><FONT size=1><SPAN style="FONT-WEIGHT: normal; FONT-SIZE: 14pt; COLOR: black; mso-bidi-font-weight: bold"><EM>Da Aprileonline 14.10.2008</EM>: </SPAN><br /><br /><SPAN style="COLOR: black"><A href="http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=9438" target=_blank><SPAN style="FONT-SIZE: 13.5pt; COLOR: purple">Vietato scioperare. Parola di ministro</SPAN></A></SPAN> </FONT><SPAN style="COLOR: black"><FONT size=1>&nbsp;Marzia Bonacci</FONT>,&nbsp; </SPAN><br /><br /><SPAN class=settore><SPAN style="COLOR: black">&nbsp;&nbsp;&nbsp;<FONT size=2>&nbsp;</FONT></SPAN></SPAN><FONT size=2><SPAN style="COLOR: black">Sacconi annuncia un disegno di legge delega per riformare l'astensione dal lavoro nei settori di pubblica utilit&agrave;, in senso maggiormente restrittivo e punitivo. Guarda caso proprio quando scuola e P.A. hanno minacciato e annunciato la mobilitazione di protesta contro il governo</SPAN> </FONT><SPAN style="COLOR: black"><FONT size=2>Un passato in Cgil e da socialista che proprio non ha lasciato traccia nel suo attuale dna politico. Se ci fosse bisogno di un'ennesima conferma, ecco che il diretto interessato la fornisce oggi, in occasione del convegno organizzato</FONT> <FONT size=2>dal Cnel e dedicato al tema "Diritto di sciopero e assetto costituzionale". Sacconi prende la parola e annuncia la volont&agrave; dell'esecutivo di varare nei prossimi giorni "un disegno di legge delega per riformare l'attuale regolazione</FONT> <FONT size=2>del diritto di sciopero nei servizi di pubblica utilit&agrave;". </FONT></SPAN><br /><br /></FONT><FONT size=2><SPAN style="COLOR: black">Avendo visto in azione il ministro (ed il governo) in questi mesi e su vari fronti -dalla riforma dei contratti alla vertenza Alitalia fino al piano precari- l'annuncio non pu&ograve; che essere percepito come una minaccia. Del resto, la ragione di rimettere mano alla materia appare piuttosto superflua perch&eacute;, come ha commentato Giorgio Cremaschi (ala sinistra della Cgil), la regolamentazione "esiste gi&agrave; ed una legge, la 146 del 12 giugno del 1990, modificata dalla 83 dell'11 aprile 2000". Una norma "molto precisa e restrittiva", insiste Cremaschi, a cui si affiancano ulteriori paletti posti anche "nei contratti privati". </SPAN><br /><br /><SPAN style="COLOR: black">Dunque, perch&eacute; agire in tal senso? Una motivazione in verit&agrave; l'avanza lo stesso Sacconi molto candidamente quando spiega che si deve procedere ad una riforma "anche in relazione a questa stagione di scioperi". Riferimento al passato recente, ma anche al futuro, ovvero le annunciate mobilitazioni per fine mese della pubblica amministrazione e della scuola. Si teme il fronte sindacale e la protesta del mondo del lavoro? Allora si decide di risolvere il problema alla radice, scegliendo di azzerare il diritto ad astenersi dall'occupazione in segno di protesta. </SPAN><br /><br /></FONT><SPAN style="COLOR: black"><FONT size=2>Il tentativo in atto risulta ancora pi&ugrave; chiaro e preoccupante quando Sacconi snocciola i contenuti di questo futuribile ddl delega. Primo punto, l' obbligatoriet&agrave; del referendum consultivo-preventivo in occasione di ogni sciopero e dell'adesione individuale (del singolo lavoratore) alla protesta, allo scopo di "evitare l'annuncio di scioperi che determinano un danno ai servizi di pubblica utilit&agrave; e che poi vengono interrotti all'ultimo momento". Al contrario attraverso consultazione e partecipazione singola si garantirebbe, secondo il ministro, "che gli utenti siano informati circa il livello di adesione alla protesta" e che i diretti interessati, cio&egrave; gli scioperanti, paghino il dietrofront. "Spesso si annuncia uno sciopero e poi lo si revoca all'ultimo minuto-secondo, in modo che il danno &egrave; stato fatto senza pagare il pegno della perdita del salario", ammonisce. Per questo la revoca di astensione dal lavoro deve essere "adeguatamente anticipata", tranne qualora si arrivi in extremis ad un accordo, ma attenzione "un accordo che risolva in via definitiva il problema". Secondo punto, l'intervallo tra gli scioperi "deve essere pi&ugrave; robusto e garantito". Terzo, si deve favorire il ricorso allo sciopero virtuale. "Si pu&ograve; fare - spiega sempre Sacconi- ad esempio con un fazzoletto al braccio per dire che io sono in uno stato di agitazione, perdo il salario e per&ograve; il mio datore di</FONT><FONT size=3> lavoro <FONT size=2>paga una cifra congrua per ogni lavoratore che si astiene virtualmente dal lavoro". In questo modo, comunque, "la controparte paga ugualmente" e queste risorse "vanno in un fondo solidaristico", evitando "l'interruzione del servizio ma legittimamente manifestando un disagio".<br />Ultimo aspetto, le sanzioni saranno affidate ai prefetti, perch&eacute; a detta di Sacconi in questo modo "vengono effettivamente applicate", visto che spesso sono "di poca misura e poco applicate". Attualmente infatti spetta alle commissioni di garanzia esprimersi in merito, per poi affidare al datore di lavoro l'applicazione, che per&ograve; "normalmente" procede ad imporle "quando il conflitto si &egrave; esaurito e di solito non lo fa mai". </FONT></SPAN><br /><br /><SPAN style="COLOR: black"><FONT size=2>Le proposte del responsabile Welfare naturalmente non piacciono al sindacato della Cgil. Carlo Podda (Segretario Funzione pubblica) ci spiega quale sia la ragione</FONT> <FONT size=2>di questa controriforma prospettata dall'esecutivo. "Evidentemente il governo pensa di affrontare il conflitto nel settore pubblico impedendo che il conflitto stesso possa democraticamente svilupparsi". A sostegno di questa tesi, dice Podda, c'&egrave; il fatto che le proposte di Sacconi, o meglio alcune di esse, sono scontante perch&eacute; "gi&agrave; contenute nella presente disciplina". La rarefazione dello sciopero, l'impossibilit&agrave; che le astensioni si ripetano nello stesso periodo e bacino, l'obbligo a rispettare una distanza temporale minima, la conciliazione come strada maestra: &egrave; tutto gi&agrave; normato e stabilito. Per quanto riguarda le altre misure prospettare, Podda &egrave; assolutamente critico e denuncia una tendenza "autoritaristica" da parte del governo che non pu&ograve; che preoccupare, anche perch&eacute; in contrapposizione con la stessa legge. "L'idea di un referendum consultivo previo mette in discussione il principio costituzionale dell'astensione dal</FONT> <FONT size=2>lavoro come un diritto individuale del lavoratore" per farne, ci spiega, "una forma di lotta che pu&ograve; essere decisa solo dopo che la maggioranza dei lavoratori l'ha approvata con la consultazione". Nei fatti, si tratta di uno svuotamento di senso che "mina e non rispetta la Costituzione". Per non parlare dell'adesione del singolo lavoratore: "una schedatura, una misura di intimidazione", la definisce il segretario. A condire il tutto dandogli un connotato repressivo, il ricorso ai prefetti, "che conferisce un aspetto poliziesco a questo progetto". Secondo Podda il piano di Sacconi non trova fondamento neanche dal punto di vista statistico e reale, visto che "il sindacato fino ad ora si &egrave; sempre comportato correttamente tanto da non essere mai stato sanzionato in modo eclatante", perch&eacute; "ha sempre cercato di tenere insieme il diritto del lavoratore con quello dell'utenza". Anche sullo sciopero virtuale il responsabile della Funzione pubblica cigiellina non &egrave; persuaso da quello che bolle nella pentola governativa: "E' una modalit&agrave; che propose nel &lsquo;96 la stessa Cgil, ma come alternativa, come possibilit&agrave;, non come un obbligo come vorrebbe Sacconi". Non solo. Questa modalit&agrave; non conviene nemmeno allo Stato (la proposta del ministro</FONT> <FONT size=2>infatti riguarda i settori di pubblica utilit&agrave;). Chiarisce Podda che "viste le finanza pubbliche sarebbe molto oneroso da realizzare: lo Stato infatti dovrebbe versare il doppio di quello che attualmente versa il sindacato". Allora perch&eacute; volere riformare lo sciopero dei settori pubblici? "Per intimidire i lavoratori, proprio nel momento in cui scuola e P.A. hanno preannunciato giornate di mobilitazione", conclude Podda.&nbsp;</FONT></SPAN><br /><br /><br /><FONT size=2><EM>Da Megachip.info 14.10.2008: </EM><br /></FONT><br /><STRONG>Strani cambiamenti dei contributi alla stampa in Italia - 14/10/08</STRONG><br /><br /><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><br /><FONT size=2><EM>di </EM><STRONG><EM>Kristina Keppelin</EM></STRONG><EM> - da Journalisten (settimanale del sindacato dei giornalisti svedesi)</EM><br /><br />Ancora una volta, la libert&agrave; d'espressione &egrave; in discussione in Italia. Questa volta per&ograve; la questione centrale non riguarda il fatto che il maggior dominatore dei media sia allo stesso tempo primo ministro.Stavolta si tratta dei contributi alla stampa, che in Italia vengono pagati a giornali guidati da cooperative di giornalisti, partiti politici o enti senza scopo di lucro. Il ministro dell'economia Giulio Tremonti ha deciso con un decreto di tagliare i contributi alla stampa di 83 milioni di euro per il 2009 e 100 milioni di euro per il 2010. In questo modo, secondo i calcoli vengono messi in pericolo una cinquantina di quotidiani e riviste, grandi e piccoli.<br /></FONT><br /><SPAN style="DISPLAY: none; mso-hide: all">&nbsp;</SPAN><br /><FONT size=2>Alcuni hanno una lunga storia alle spalle. Si tratta ad esempio del leggendario quotidiano di sinistra Il Manifesto, del quotidiano della conferenza episcopale italiana l'Avvenire, de Il Secolo d'Italia del partito postfascista Alleanza Nazionale e del giornale del maggior partito di opposizione (Partito Democratico), l'Unit&agrave;. Anche il classico Noi Donne, delle femministe italiane, rimane senza contributi, solo per citarne alcuni.<br /></FONT><br /><FONT size=2>Purtroppo, editori scorretti si sono intrufolati in questo gruppo approfittando della generosit&agrave; dello stato, che cerca di difendere la pluralit&agrave;. Secondo le vecchie regole, i contributi alla stampa venivano infatti pagati non in base alla vendita di copie o agli abbonamenti, ma in relazione a quante copie stampate il giornale in questione poteva esibire. Era perci&ograve; possibile ottenere contributi per 100 000 esemplari, anche se le vendite erano inesistenti. Ci si pu&ograve; naturalmente interrogare sul perch&eacute; lo stato dovrebbe finanziare riviste come Fare Vela o Trenta Giorni nella Chiesa e nel Mondo. Questa &egrave; una delle ragioni per cui l'indignato giullare e propagandista Beppe Grillo da un po' di tempo porta avanti la questione dell'abolizione dei contributi. Ma in questo caso Grillo si sbaglia. In Italia la televisione &egrave; la fonte d'informazione che oscura tutto il resto per la stragrande maggioranza della popolazione. Una televisione che a sua volta &egrave; nelle mani del potere politico in generale e del primo ministro in particolare.<br /></FONT><br /><FONT size=2>Se a questo aggiungiamo che i maggiori quotidiani di informazione vengono usati in primo luogo per servire gli interessi economici e politici dei loro potenti proprietari, ecco che l'immagine diventa ancora pi&ugrave; chiara.<br /><br />In una situazione mediatica di questo genere, c'&egrave; bisogno di quotidiani pubblicati da cooperative di giornalisti e da enti senza scopo di lucro, da partiti politici, da organizzazioni per i diritti dei cittadini e dalla chiesa. Ce n'&egrave; bisogno per equilibrare e per far sentire voci diverse accanto ad una spaventosa concentrazione di propriet&agrave; che cerca di ottenere il monopolio dell'opinione pubblica.<br /><br />Tutti sono d'accordo sul fatto che le vecchie regole sui contributi alla stampa devono essere cambiate per evitare</FONT> <FONT size=2>che si abusi del sistema. La &rdquo;riforma&rdquo; del governo non porta per&ograve; a nessun miglioramento. Prima i contributi a un certo quotidiano venivano stanziati in anticipo, e la direzione del giornale poteva cos&igrave; ottenere prestiti bancari in attesa dei soldi. Da ora in poi i contributi dipenderanno da quanti soldi rimangono una volta stabilito il piano finanziario. Insomma, nessuno pu&ograve; sapere in anticipo quanto verr&agrave; pagato ad ogni giornale. L'equazione &egrave; semplice: senza garanzie niente prestiti bancari e senza prestiti niente giornale.<br /><br />Ah gi&agrave;, i nuovi contributi alla stampa hanno anche un altro punto debole: i contributi indiretti non vengono toccati. Si tratta dei cosiddetti contributi postali, pagati ai maggiori</FONT> <FONT size=2>editori italiani per rimborsarli parzialmente delle loro spese di distribuzione. La casa editrice Mondadori di Silvio Berlusconi pu&ograve; quindi mantenere i suoi 18,8 milioni di euro come contributo per l'acquisto di francobolli (?) ed il giornale dell'associazione industriale Confindustria, Il Sole 24 Ore, i suoi 17,8. Anche la casa editrice Rcs del Corriere della Sera potr&agrave; contare su 13,7 milioni di euro, mentre il Manifesto &egrave; sull'orlo del precipizio dato che i suoi contributi di 4 milioni di euro sono in pericolo. Lunga vita alla pluralit&agrave;!&nbsp;<br /></FONT><br /><br /><FONT size=2><STRONG><EM>Da Varesenews<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN></EM></STRONG><br /><br />&nbsp;<STRONG>14.10.2008: &nbsp;&nbsp; </STRONG><br /><br /><SPAN style="FONT-SIZE: 12pt"><STRONG>Razzismo, ridipinte di bianco le sagome di bimbi neri</STRONG></SPAN> <br /><br />E' accaduto a Brinzio, nel Varesotto, dove ignoti hanno ripassato con spray bianco faccia, mani e piedi di alcune sagome installate dalla scuola elementare del paese nelle strade<br /><br /><br /><br />Sagome di legno raffiguranti bambini di colore "sbiancate". E' accaduto a Brinzio, nel Varesotto, dove ignoti hanno ripassato con spray bianco faccia, mani e piedi di alcune sagome installate dalla scuola elementare del paese nelle strade. I bambini avevano realizzato le sagome di cartone nell' ambito del progetto di sicurezza stradale (stanno a</FONT> <FONT size=2>indicare la presenza di una scuola agli automobilisti e a far rallentare il traffico).<br /><br /><br /><STRONG>12.10.2008</STRONG><br /><br /><STRONG>VARESE </STRONG>- L'avrebbero picchiata a sangue e umiliata con pesanti frasi razziste come 'brutta marocchina di m...'. <br /><br />L'episodio, del quale si &egrave; avuta notizia solo ieri sera, sarebbe avvenuto nel primo pomeriggio di venerd&igrave;, attorno alle 14.30, nella zona del mercato, in centro Varese. Vittima dell'aggressione ad opera di alcune coetanee una ragazzina di 15 anni, residente nell'Hinterland varesino, trovata sanguinante da un volontario dei City Angels che ha subito chiamato il 118. <br /><br />Sulla scorta della descrizione fornita dall'adolescente, i carabinieri hanno gi&agrave; denunciato a piede libero una delle ragazzine che avrebbero dato vita al pestaggio. Si tratta di una compagna di scuola. Anna, questo il nome di battesimo dell'extracomunitaria, ha riportato la frattura del setto nasale. Pare che alla base dell'episodio di violenza vi siano degli alterchi maturati il giorno precedente all'uscita dalla Scuola professionale di via Montegeneroso, a Varese, dove la vittima frequenta un corso per parrucchiera. <br /><br />Subito dopo essere salita sul bus, sarebbe stata insultata da un ragazzo che reclamava il diritto a quel posto. Poi si sarebbe intromessa un'amica del giovane e le due ragazze si sarebbero insultate, strattonate, graffiate. Al momento di scendere Anna si sarebbe sentita promettere ulteriori rappresaglie. <br /></FONT><br /><FONT size=2>Venerd&igrave; pomeriggio, stando al suo racconto, mentre si trovava nel piazzale dove si svolge il mercato cittadino, sarebbe stata avvicinata da una trentina di persone che l'avevano seguita sin dall'uscita da scuola. Quindi il violento pestaggio che sarebbe avvenuto in mezzo all'indifferenza generale dei passanti.&nbsp;<br /></FONT>&nbsp;<br /><br /><br /><STRONG>&nbsp;<FONT size=2>Dal sito di Alleanza Nazionale 14.10.2008</FONT></STRONG><br /><br /><FONT size=2><SPAN style="FONT-SIZE: 12pt">RAZZISMO: DONZELLI, AUTORITA' OSCURINO BLOG ON. VALENT. INTERVENGA NAPOLITANO</SPAN> "Il Blog internet dell'on. Dacia Valent, gi&agrave; eurodeputata per Rifondazione Comunista, riporta una lettera vergognosa, inaccettabile, razzista e disdicevole. Raccoglieremo le firme negli Atenei per querelarla". Lo annuncia Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria e componente l'Esecutivo nazionale di AN-PDL. <br /><br />"Nel blog personale si riporta (http://www.verbavalent.com) una lettera intitolata 'italiani di merda, italiani bastardi' con un contenuto offensivo e razzista. Rivolta agli italiani, la Valent scrive testualmente: 'Siete ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi. Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto. Brutti come la fame, privi di capacit&agrave; e di ingegno se non nel business della malavita organizzata e nella volont&agrave; delle vostre donne (studentesse, casalinghe, madri di famiglie) di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie'.<br /><br />"L'intervento &egrave; datato 1 ottobre. Ce ne siamo</FONT> <FONT size=2>accorti grazie alla segnalazione su il blog di un ragazzo di Azione giovani, Luigi Curci - prosegue il leader giovanile degli universitari del Pdl -. Le offese della Valent sono state anche troppo in rete. Sul sito &egrave; riportato anche un altro intervento che dice cose diverse e ragionevoli, ma questo non modifica la mostruosit&agrave; dell'intervento precedente. Questa signora grazie agli italiani &egrave; andata al parlamento europeo, si dovrebbe vergognare. Questi interventi razzisti sono il vero ostacolo per una serena integrazione. Come Azione Universitaria quereleremo per diffamazione la signora Valent raccogliendo le adesioni alla querela in tutti gli atenei italiani. Nel frattempo chiediamo al Presidente della Repubblica di intervenire personalmente per difendere l'immagine del nostro popolo", conclude Giovanni Donzelli.<br /><br /></FONT>&nbsp;<br /><br /></FONT><FONT size=2><STRONG>Da La Repubblica, 15.10.2008</STRONG> <br /><br /></FONT><FONT size=2><STRONG>Dopo un acceso dibattito, via libera al testo passato con una diversa<br />denominazione: "classi di inserimento". Fassino: "Regressione culturale"</STRONG><br /><br /></FONT><FONT size=1><STRONG><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt; mso-font-kerning: 18.0pt">Classi ponte per alunni stranieri<br />S&igrave; della Camera a mozione Lega</SPAN></STRONG><br /><br /></FONT><FONT size=2><STRONG>ROMA</STRONG> - Classi "d'inserimento" per bambini extracomunitari. La Camera ha approvato la mozione della Lega Nord in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell'obbligo. Il testo, approvato dopo un infiammato dibattito, &egrave; passato con una diversa denominazione: non pi&ugrave; "classi ponte", cos&igrave; come originariamente indicato nella mozione presentata dal leghista Roberto Cota, ma la nuova denominazione che parla, appunto di "classi di inserimento". E' stato il vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, a proporre di cambiare il nome all'oggetto per "rendere pi&ugrave; evidente l'obiettivo della proposta, ossia l'integrazione degli studenti". <br /></FONT><FONT size=3><br /><FONT size=2>Per Piero Fassino si tratta invece di "una regressione culturale prima ancora che politica", "e non solo produce un principio di discriminazione ma, e questa &egrave; la cosa pi&ugrave; grave, discrimina tra i bambini e i pi&ugrave; piccoli, che &egrave; la cosa pi&ugrave; abbietta". <br /><br />Il testo della maggioranza &egrave; passato con 256 s&igrave;, 246 no e un astenuto. Bocciate le mozioni dell'opposizione. Il testo approvato a Montecitorio impegna il governo a "rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione". "Favorendo", dunque, e non pi&ugrave; "autorizzando" come si leggeva nel testo originario: una modifica sostanziale che sottolinea il valore non selettivo della norma. A chi non supera i suddetti test vengono messe a disposizione le "classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti". <br /></FONT><br /><FONT size=2>La mozione impegna inoltre il governo "a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole". Infine, si prevede "una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri", oltre che "nelle classi ponte, l'attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l'elaborazione di un curriculum formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, oltre che dell'educazione alla legalit&agrave; e alla cittadinanza". <br /><SPAN lang=EN style="mso-ansi-language: EN">(<EM>15 ottobre 2008</EM>)</SPAN><br /><br /></FONT><br /><SPAN class=titolo><FONT color=#153187 size=2>Brutta &egrave; la solitudine quando&nbsp;diventa solitudine di un intero Paese.</FONT> <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></SPAN><br /><br /><SPAN class=titolo>&nbsp;</SPAN><SPAN class=titolo><SPAN style="FONT-SIZE: 14pt"><EM>Dibattito in rete sulla democrazia? L&rsquo;Italia non partecipa</EM></SPAN></SPAN></FONT><SPAN style="FONT-SIZE: 14pt"><br /><FONT size=1>di <EM>Salvo Catalano</EM></FONT></SPAN><br /><br /><FONT size=3><FONT size=2><SPAN class=corpo>Why Democracy? &egrave; un grande progetto partecipativo che coinvolge televisioni pubbliche e private di tutto il mondo. Ma da noi nessuno, dalla Rai in gi&ugrave;, ha aderito. Il coordinatore Don Edkins: &ldquo;Probabilmente il livello della vostra democrazia non &egrave; tale da poter parlare di questo tema" </SPAN><br /></FONT><br /><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial"><A href="http://www.whydemocracy.net/" target=_blank><SPAN style="COLOR: purple">Whydemocracy.net</SPAN></A> &egrave; il pi&ugrave; grande evento multimediale organizzato su un tema di attualit&agrave;, che ha dato avvio a un dibattito globale sul ruolo della democrazia: 18 cortometraggi e 10 film documentari di registi famosi e sconosciuti filmmakers. 43 paesi coinvolti in rappresentanza dei 5 continenti, ma dell&rsquo;Italia non c&rsquo;&egrave; traccia. </SPAN><br /><br />&nbsp;<br /><br /><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">Don Edkins, regista e produttore sudafricano, fa parte della commissione di Esodoc 2008 conclusosi a Catania in questi giorni. Cerca di spiegare: &ldquo;La situazione dei film makers italiani &egrave; estremamente difficile. Tra le proposte di film che abbiamo visionato ce n&rsquo;era solo una italiana, ma non ha passato la nostra selezione. D&rsquo;altra parte abbiamo tentato pi&ugrave; di una volta di coinvolgere la Rai in questo progetto, ma invano. L&rsquo;Italia ha perso una grande occasione. &Egrave; un argomento che ha bisogno di essere dibattuto ma nel vostro Paese il livello della democrazia non &egrave; tale per dare vita ad un confronto maturo&rdquo;.</SPAN><br /><br /><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">Per ovviare all&rsquo;indifferenza delle tv nazionali, &egrave; stato creato il portale <A href="http://www.whydemocracy.it/" target=_blank><FONT color=#0066cc>www.whydemocracy.it</FONT></A> dove i 10 film-documentari provenienti da Cina, Pakistan, Danimarca, Liberia, Egitto, Russia, Bolivia, India, Giappone e Stati Uniti, cuore dell&rsquo;intero progetto, sono fruibili con sottotitoli in italiano. Si va da &lsquo;Looking for revolution&rsquo; (<A href="http://www.whydemocracy.net/film/6" target=_blank><FONT color=#0066cc>http://www.whydemocracy.net/film/6</FONT></A>) che indaga la Bolivia del presidente Evo Morales, tra la nostalgia per la rivoluzione predicata da Che Guevara e il vecchio sistema corrotto e oligarchico, ancora vivo e vegeto, a &lsquo;Iron ladies of Liberia&rsquo; (<A href="http://www.whydemocracy.net/film/8" target=_blank><FONT color=#0066cc>http://www.whydemocracy.net/film/8</FONT></A>) viaggio nel sogno democratico di Ellen Johnson-Sirleaf, prima donna a diventare capo di stato di un paese africano, passando per &ldquo;Please Vote for me&rdquo; (<A href="http://www.whydemocracy.net/film/3" target=_blank><SPAN style="COLOR: purple">http://www.whydemocracy.net/film/3</SPAN></A>). Quest&rsquo;ultimo, in realt&agrave;, &egrave; stato trasmesso da Doc3 sulla terza rete Rai quest&rsquo;estate: un interessantissimo spaccato di vita in una grande citt&agrave; cinese tra i banchi di una scuola con alcuni bambini in gara tra di loro per diventare rappresentanti di classe.</SPAN><br /><br /><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">In realt&agrave; c&rsquo;&egrave; anche un pizzico di Italia tra i documentari selezionati: &egrave; il corto &ldquo;Interferenze&rdquo; (<A href="http://www.whydemocracy.net/film/22" target=_blank><SPAN style="COLOR: purple">http://www.whydemocracy.net/film/22</SPAN></A>) di Zoe D&rsquo;Amaro -&nbsp;film maker italiana emigrata ad Amsterdam dove collabora con la compagnia Godmother Films -&nbsp;che racconta l&rsquo;esperienza della Street tv bolognese &lsquo;Orfeo&rsquo;.&nbsp;</SPAN><br /><br />&nbsp;<SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">Ma WhyDemocracy &egrave; anche un blog in cui tutti possono proporre contenuti, dare notizie, commentare fatti con l&rsquo;unico obiettivo comune di vigilare sullo stato della democrazia nel mondo. Per stimolare il dibattito &egrave; stato chiesto a numerosi leaders politici e religiosi, atleti dello sport (tra cui Pel&egrave;), artisti, scrittori, ma anche all&rsquo;uomo della strada (un tassista, un gruppo&nbsp;di teenagers inglesi) di rispondere a dieci domande, tra cui: chi voteresti come &lsquo;presidente della terra&rsquo;? E&rsquo; vero che le donne sono pi&ugrave; democratiche degli uomini? Dio &egrave; democratico? La democrazia &egrave; un bene per tutti? </SPAN><br /><br /><SPAN style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial">Le risposte sono state raccolte e assemblate in diversi video (<A href="http://www.whydemocracy.net/house/questions" target=_blank><SPAN style="COLOR: purple">http://www.whydemocracy.net/house/questions</SPAN></A>). Non cercate un italiano: ancora una volta del nostro paese neanche l'ombra.</SPAN>(<FONT size=2><EM>10 ottobre 2008</EM>)<br /><br /></FONT>&nbsp;</FONT><br /><br /><FONT size=2><FONT color=#153491>Brutta &egrave; la solitudine di chi si&nbsp;crede sfinito e senza mani.&nbsp;Che il frastuono ha reso sordo&nbsp;o smemorato o smarrito. Che&nbsp;ha dimenticato di essere ancora vivo. </FONT><FONT color=#153491>E niente affatto solo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</FONT><br /></FONT><FONT size=3>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<FONT color=#c6294b>&nbsp;</FONT><FONT color=#c6294b size=2><EM>Cuorerosso<br /></EM></FONT>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<EM><FONT color=#25439e size=2>&nbsp;&nbsp;<FONT color=#dc1a45>&nbsp; </FONT></FONT></EM><br /></FONT></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Dead woman walking ]]></title><link><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/09/dead-woman-walking.html]]></link><comments><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/09/dead-woman-walking.html#comments]]></comments><pubDate>Sun, 21 Sep 2008 23:08:43 +0700</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/09/dead-woman-walking.html</guid><description><![CDATA["Forse pi&ugrave; che per qualsiasi altro capo di vestiario, nelle scarpe la dimensione strettamente utilitaria, pratica e quella culturale e simbolica si sovrappongono e si confondono. &laquo;Non solamente [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div ><div style="text-align: center;"><a><img src="/uploads/5/5/0/9/550904/9575793.bmp" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px solid black;" /></a></div></div><p  style=" text-align: left; "><SPAN class=firstLetter>"<EM>F</EM></SPAN><EM>orse pi&ugrave; che per qualsiasi altro capo di vestiario, nelle scarpe la dimensione strettamente utilitaria, pratica e quella culturale e simbolica si sovrappongono e si confondono. &laquo;Non solamente &egrave; giovevole &ndash; scriveva nel Cinquecento Garzoni - ma necessario che il piede sia calzato o di scarpa o di zoccolo o di pianella o d'altra cosa tal, acci&ograve; non resti di continuo soggetto all'eccessivo freddo dell'inverno, al caldo cocente dell'estade, all'umido dell'acque, ai spini della terra, alle punture de' serpi, alla durezza de' sassi, e a tutte queste cose che ponno danneggiare i piedi di color che caminano per viaggio&raquo;. Ovvio, ma al tempo stesso ricordava che &laquo;tutti compariscono lesti e garbati con un bel par di scarpe in piede, o siano alla spagnola o alla napoletana o alla savoina, over con un par de pianelle o di zoccoli belli, come s'usa a' tempi nostri...&raquo;</EM>&nbsp; (<FONT size=1> Vittorio Beonio Brocchieri- Breve storia della calzatura: &nbsp;</FONT><A href="http://www.golemindispensabile.it/index.php?_idnodo=8636&amp;_idfrm=61"><FONT size=1>http://www.golemindispensabile.it/index.php?_idnodo=8636&amp;_idfrm=61</FONT></A>)<br /><br /></p><p  style=" text-align: justify; ">&nbsp; <FONT size=2>Bentornata a me e bentornato autunno, mezza stagione che per definizione non dovrebbe pi&ugrave; esistere, se non per segnare qualche fondamentale, reiterato incipit: la scuola, il cinema, il trash televisivo e gli aumenti &ldquo;d autunno&rdquo;, appunto. </FONT><br /><br /><FONT size=2>Il senso del riavvio, dell oscillazione che ha compiuto tutto il suo giro e torna alla partenza proviene da un rituale che scandisce un ritmo il cui tempo non &egrave; reale, non proviene da bisogni dell individuo. </FONT><br /><br /><FONT size=2>Surrogati dei rintocchi della Natura, di cui possiamo sbarazzarci, ma della cui valenza rassicurante non possiamo fare a meno, i riti autunnali si ripresentano, eterodiretti e confezionati nella Fabbrica del Brutto. </FONT><br /><br /><FONT size=2>Ci serve, di colpo, del nuovo: nuove cartelle, nuovi film, nuovi scemi del villaggio e scarpe nuove. Ci servono oggetti utili e pratici. Divagazioni e spettacoli, che sono per&ograve; anche dei simboli. </FONT><br /><br /><FONT size=2>Cos&igrave; da decenni. Con una novit&agrave;, per&ograve;, che sta nella qualit&agrave; della bruttezza. </FONT><br /><br /><FONT size=2>Il brutto e il bello della mia cartella, per esempio, o delle mie scarpe nuove per la scuola, aveva un discrimine di classe: il bello costava, il brutto&nbsp;era a buon mercato .Il bello&nbsp;era prezioso,&nbsp;sobrio e sommesso, il brutto parimenti sobrio e sommesso, ma&nbsp;sapeva di&nbsp;ripiego, di qualcosa che somiglia e molto meno resistente all usura. </FONT><br /><br /><FONT size=2>Cos&igrave; il simbolo obbediva zelante alla classificazione sociale. La segnalava. E qui finiva il suo lavoro. </FONT><br /><br /><FONT size=2>Il brutto che squilla dalle vetrine, ora, a celebrare l autunno e il suo fasullo rito, &egrave; un brutto che rompe gli argini, non ha discrimini, non divide le classi, ma indiscriminatamente chiama a s&eacute; una societ&agrave; di individui soli ed esclusi che pu&ograve; umiliare calzandoli di grottesco. </FONT><br /><br /><FONT size=2>Il grottesco umilia. Soprattutto quando &egrave; insieme prodotto e nutrimento dell immaginario e dell illusione. Quando &egrave; travestimento inflitto, spersonalizzante. Quando l abito o le scarpe assumono forme tanto vicine all immagine deformata della ricchezza e della creativit&agrave;, i due privilegi da cui uomini e donne, merci e consumatori allo stesso tempo, sono inesorabilmente esclusi, ma sospinti di continuo a raggiungere. Pena l infelicit&agrave;. </FONT><br /><br /><FONT size=2>E pensare che sarebbe sufficiente dire di no. </FONT><br /><br /><FONT size=2>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Bentrovati </FONT><br /><br /><FONT size=2>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <EM>Cuorerosso</EM></FONT><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[delle veline e dei poeti (e le piccole rabbie)]]></title><link><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/09/delle-veline-e-dei-poeti-e-le-piccole-rabbie.html]]></link><comments><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/09/delle-veline-e-dei-poeti-e-le-piccole-rabbie.html#comments]]></comments><pubDate>Tue, 09 Sep 2008 02:31:00 +0700</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/09/delle-veline-e-dei-poeti-e-le-piccole-rabbie.html</guid><description><![CDATA[E' uscito in questi giorni La rabbia di Pasolini, ovvero l'ipotesi di ricostruzione della versione originale del film del 1963 elaborata da Bertolucci. Lascio qui due cose trovate sul tubo. La prima &egrave; inserita nel film con la voce narrante di Renato Guttuso (che trovate comunque sul tubo) ma gli ho preferito Laura Betti anche se le immagini sono ovviamente diverse. La seconda &egrave; una breve intervista a Pasolini, sempre inserita nel film, che p [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<p  style=" text-align: left; ">E' uscito in questi giorni <EM>La rabbia di Pasolini</EM>, ovvero l'ipotesi di ricostruzione della versione originale del film del 1963 elaborata da Bertolucci. Lascio qui due cose trovate sul tubo. La prima &egrave; inserita nel film con la voce narrante di Renato Guttuso (che trovate comunque sul tubo) ma gli ho preferito Laura Betti anche se le immagini sono ovviamente diverse. La seconda &egrave; una breve intervista a Pasolini, sempre inserita nel film, che parla della rabbia dei poeti.&nbsp;<br /></p><div  style=" margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; "><div style="text-align: center;"><object width='400' height='330'><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hdaLHNZkzYw"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allownetworking" value="internal"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/hdaLHNZkzYw" type="application/x-shockwave-flash" allownetworking="internal" wmode="transparent" width='400' height='330'></embed></object></div></div><div  style=" margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; "><div style="text-align: center;"><object width='400' height='330'><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uAkP0qabcLM"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allownetworking" value="internal"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/uAkP0qabcLM" type="application/x-shockwave-flash" allownetworking="internal" wmode="transparent" width='400' height='330'></embed></object></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Passiflora]]></title><link><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/08/passiflora.html]]></link><comments><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/08/passiflora.html#comments]]></comments><pubDate>Thu, 14 Aug 2008 02:33:21 +0700</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/08/passiflora.html</guid><description><![CDATA[ [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div ><div style="text-align: center;"><a><img src="/uploads/5/5/0/9/550904/8780901.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px solid black;" /></a></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[cadeau]]></title><link><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/07/cadeaux.html]]></link><comments><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/07/cadeaux.html#comments]]></comments><pubDate>Wed, 30 Jul 2008 12:18:21 +0700</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/07/cadeaux.html</guid><description><![CDATA[anzi,&nbsp;giusto un pensierino&nbsp;per il tuo genetliaco. (Per le cose serie ci penser&agrave; cuore quando torna.) [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<p  style=" text-align: left; ">anzi,&nbsp;giusto un pensierino&nbsp;per il tuo genetliaco. (Per le cose serie ci penser&agrave; cuore quando torna.)<br /><br /></p><div ><div style="text-align: center;"><a><img src="/uploads/5/5/0/9/550904/1529080.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px solid black;" /></a></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Caetano Veloso]]></title><link><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/07/caetano-veloso.html]]></link><comments><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/07/caetano-veloso.html#comments]]></comments><pubDate>Thu, 24 Jul 2008 05:55:19 +0700</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/07/caetano-veloso.html</guid><description><![CDATA[ [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  style=" margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; "><div style="text-align: center;"><object width='300' height='247'><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/a9kRUY4WLFI"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allownetworking" value="internal"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/a9kRUY4WLFI" type="application/x-shockwave-flash" allownetworking="internal" wmode="transparent" width='300' height='247'></embed></object></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Potere]]></title><link><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/07/potere.html]]></link><comments><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/07/potere.html#comments]]></comments><pubDate>Thu, 10 Jul 2008 08:37:40 +0700</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/07/potere.html</guid><description><![CDATA[&ldquo;Potere pu&ograve; essere un sostantivo nel nostro vocabolario ma &egrave; anche un verbo. Poter convivere, potere essere sereni, poter guardare in faccia l&rsquo;interlocutore senza abbassare gli occhi, poter ridere, poter parlare, poter sentire, poter guardare in viso i nostri figli e i figli dei nostri figli senza avere la sensazione di doverci rimproverare qualcosa, poter guardare ai giovani per trasmettere loro una vita fatta di sacrifici, di rinunzi [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<p  style=" text-align: justify; ">&ldquo;Potere pu&ograve; essere un sostantivo nel nostro vocabolario ma &egrave; anche un verbo. Poter convivere, potere essere sereni, poter guardare in faccia l&rsquo;interlocutore senza abbassare gli occhi, poter ridere, poter parlare, poter sentire, poter guardare in viso i nostri figli e i figli dei nostri figli senza avere la sensazione di doverci rimproverare qualcosa, poter guardare ai giovani per trasmettere loro una vita fatta di sacrifici, di rinunzie, ma di pulizia; poter sentirci uniti in una convivenza che non pu&ograve; restare vittima di chi prevarica, di chi attraverso il potere lucra.&rdquo;<br /><br /> Carlo Alberto Dalla Chiesa<br /><br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ma che ci ho fatto io alla classe dirigente?]]></title><link><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/06/ma-che-ci-ho-fatto-io-alla-classe-dirigente.html]]></link><comments><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/06/ma-che-ci-ho-fatto-io-alla-classe-dirigente.html#comments]]></comments><pubDate>Tue, 24 Jun 2008 00:10:40 +0700</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/06/ma-che-ci-ho-fatto-io-alla-classe-dirigente.html</guid><description><![CDATA[ [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  style=" margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; "><div style="text-align: center;"><object width='350' height='289'><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mFAXLH8V5X0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allownetworking" value="internal"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/mFAXLH8V5X0" type="application/x-shockwave-flash" allownetworking="internal" wmode="transparent" width='350' height='289'></embed></object></div></div><p  style=" text-align: left; "><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Invisible women]]></title><link><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/06/invisible-women.html]]></link><comments><![CDATA[http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/06/invisible-women.html#comments]]></comments><pubDate>Fri, 20 Jun 2008 09:10:35 +0700</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://cuorerossoepitti.weebly.com/1/post/2008/06/invisible-women.html</guid><description><![CDATA[http://www.sheilamckinnon.com/women_flash_it.htm [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div ><div style="text-align: center;"><a><img src="/uploads/5/5/0/9/550904/9406551.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px solid black;" /></a></div></div><p  style=" text-align: left; "><A href="http://www.sheilamckinnon.com/women_flash_it.htm">http://www.sheilamckinnon.com/women_flash_it.htm</A></p>]]></content:encoded></item></channel></rss>
