Allegria 11/08/2008
Io sono contenta che negli Stati Uniti abbia vinto Obama. E in modo così schiacciante. Del resto ero anche pressochè convinta che dopo otto anni di governo Bush gli americani non avrebbero votato repubblicano nemmeno se avessero proibito loro i pancakes per tutto il resto del mondo. Avevano fatto indigestione anche i più ghiotti sostenitori di George Dabliù. E' come quando mangi tanta tanta tanta maionese e stai male, allora poi anche le uova ti fanno un po' schifo, anche se non sono espressamente maionese. Sai però che sono le prime responsabili della maionese, e non vuoi più vederle. E così addio frittata anche. Sulla frase di Berlusconi non mi pronuncio nemmeno. Voglio dire, basta, ormai ne dice a nastro, a cosa serva che chieda scusa? Non facciamogli chiedere scusa. Veltroni, pure tu, non cheidere sempre scusa anche quando non hai fatto niente. Il buonismo di Veltroni mi fa l'effetto di un pollo al limone dopo una sbronza di limoncello. Berlusconi non è nemmeno annoverabile tra gli esseri umani, ma mica perchè dice a un nero che è abbronzato. Questa è la sua parte più graziosa. Anche le corna sono state graziose. Pure quella del kapò. Quella credo sia stata la mia preferita. Non l'hanno capito, non voleva rinnovare burlescamente il dolore di una storia orrenda che quelli cercano di superare da sessant'anni. Stava solo avvertendo che ci sarebbe stato uno sceneggiato e ancora cercavano una parte. E' tutto il resto che è preoccupante. No, è drammatico. Io sono contenta che per la prima volta un nero occuperà la casa bianca, che s'è comprato pure il cane (nerissimo), che la firts lady è ancora più nera, che le figlie pure. Che gioca a basket per tenersi in forma. Sono contenta per loro, se sarà un buon presidente, se no mi dispiacerà, si vede che nero non bastava. Perchè in tutta questa aria di rinnovamento che la gente sente in giro a nessuno ha sfiorato il pensiero che potrebbe essere una testa di cazzo. Comunque non sarà così. Solo che qua c'è poco da essere felici. Qua noi abbiamo la stessa merda dell'altro ieri. Mica abbiamo votato qui. Anzi, il centrodestra è al potere da pochi mesi. Ogni tanto mi confondo l'ultimo amndato Prodi e questo Berlusconi e penso bene mancano meno di tre anni. Invece qua è appena iniziato. Ma chissenefrega di Obama se noi abbiamo Berlusconi e la gente ci crede pure. Ma che rinnovamento è? Che Berlusconi non andrà a mangiare il pollo fritto con la salsa barbecue in texas? Sarà questo. A me sta cosa che sento che il presidente degli stati uniti è un po' un presidente globale fa ridere. Avrà delle responsabilità enormi che ricadono sul resto del pianeta, ma lui non sta qua da noi ad ascoltare Borghezio. Loro sono là e noi siamo qui nello stivale. Noi che potremmo camminare perchè siamo una scarpa non andiamo mai da nessuna parte. Abbiamo conficcato il tacco bene bene sul fondo del mare, tra il calamaro gigante e il pesce pagliaccio. Che cosa esultiamo per Obama? E chi esulta? Quelli di sinistra che alle ultime elezioni hanno fatto gli schizzinosi e non sono andati a votare perchè non si sentivano rapresentati da nessuno? Che non era una sinistra era un centro cattolico e conservatore? Potevamo pure noi evitare che tornasse sto gran coglione, invece l'abbimo richiamato a gran voce. E adesso stiamo ancora qui ad invidiare qualcuno che non siamo noi. Siamo un paese di merda. Buon fine settimana Ciao 11/04/2008
Quando ero piccola sentivo alcuni grandi dire che crescere è dura, perchè solo quando si prendono le responsabilità succede. Io già preparavo la cartella e andavo a comprare il latte. Prendevo anche la posta direttamente dalla cassetta, senza la chiave, con le mie dita lunghe e magrissime. Allora facevano paura, perchè io ero paffuta. Sembravano le zampe di una salamadra. Insomma, io già mi sentivo piuttosto responsabile, quantomeno utile. Da piccola mi sentivo spesso decisamente utile. Crescendo poi è stato il contrario. Ora sono convinta che l'utile non mi interessa nemmeno un po', l'ho studiato in economia e mi basta. Tra l'altro ancora non ho capito cosa sia la quota d'ammortamento. Ma ho finito gli esami, l'universita mi sta sfornando senza che conosca concetti fondamentali. Cosa si intende per onestà intellettuale? Come si forma un tetrametro trocaico? Cos'ha di tanto interessante la sintassi generativa? Non lo so. Insomma, crescendo ho capito che essere utile non mi interessava nemmeno un po'. E poi ho capito che non tutti i grandi dicono cazzate, ma un buon numero sì. Crescere non si sta rivelando prendersi responsabilità, o meglio, a me questa sembra la parte più interessante. Mi sento fiera come quando mi hanno dato le chiavi di casa, che nemmeno mi servivano, perchè da me c'era sempre qualcuno. Comunque io le teveo sempre in tasca molto orgogliosa e ogni tanto le guardavo. Erano tutte di colori diversi, quella della cantina viola. Ma io la cantina non l'ho mai aperta, perchè ho sempre avuto paura della cantina. Ancora oggi non passo mai dalla cantina. Preferisco farmi un giro tra i gatti randagi e la cabina telefonica investita. Non sarà il massimo della gioia, ma è sempre meglio della paura. Credo che crescere sia vedere che tutto non è esattamente come ci sembrava. Ma per questo nons erve essere responsabili o utili. Serve essere critici e non lo sono molte persone. Essere critici è molto doloroso, come avere sempre una spina infilzata nell'indice. Ma porta i suoi frutti. non la spina, vedere le cose. Più passano gli anni più mi rendo conto che ho sempre visto tutto troppo bello, e dire che mi accusavano di pessimismo. Quello era niente, erano fiori a confronto. Credo che l'importante sia non abbandonarsi allo sconforto e, per quanto possibile, praticare la religione della tolleranza. Che quella è utile, altro che. Io vorrei che tutti facessero questo lavoro di aprire gli occhi e svegliarsi. Perchè lo faccio io, quindi anche gli altri devono soffrire. Alcuni non lo fanno mai. Io non oso immaginare come sarebbe tendersi conto di tutto in una volta sola. Mi impiccherei. Per questo mi suicido un po' quotidianamente, per mitridizzarmi insomma. E più mi microsuicido più mi rigenero, come la fenice. Quella però muore di suo, non se le va a cercare. Infatti non esiste. Che sofferenza che non esista la fenice. Ma è così, bisogna prenderne atto e andare avanti. Per questo il piccolo principe mi ha sempre irritata. Se un cappello è un cappello non è un boa che mangia l'elefante, è un cappello. Il piccolo principe mi faceva girare le balle già a sette anni. E la volpe che aspetti. Meno male che c'era il lampionaio, quello era utile. Perchè qualcuno di utile alla fine ci vuole per forza. Ciao |








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