E' pur sempre lunedì 03/24/2008
Questa mattina, appena sveglia, ho sentito un urlo agghiacciante provenire da chissà quale angolo del mondo. Inizialmente ho pensato che mia madre avesse trovato una cimice nei panni stesi. Questo infatti, generalmente, le causa reazioni spropositate e grida demoniache. Una volta ho trovato una cimice nell'insalata, in un bar. L'ho semplicemente spostata con la forchetta e non ho più mangiato per una settimana, ma niente scenate. Ad oggi, non mangio più insalata in giro, e frugo ossessivamente in quella che mi somministrano a casa, in cerca della cimice. La cimice, che animale. Il ragazzo di una mia amica è talmente terrorizzato dalle cimici che una volta ne ha incontrata una attaccata alla doccia e ha dovuto chiamare un suo vicino di casa per farsela, per favore, tirare via immediatamente. Mio padre le prende in mano e le fa giocare, invece. Comunica molto con gli animali, mio padre, e poco con le persone. Credo che gli animali avvertano questa sua predisposizione e gli si offrano fiduciosi. Avrebbe potuto fare l'ammaestratore di tigri, così io e mio fratello saremmo cresciuti al circo. Io avrei fatto la giocoliera e lui il lanciacoltelli. Io anche quella che fa le bolle e il clown part time. La vita ha infinite possibilità, per questo sarebbe bello non scegliere mai niente e lasciare che siano quelle a scegliere te. Ma non succede mai, vogliamo arrivare sempre prima noi, a costo di sbagliare. Come poi succede, matematicamente, sempre. L'urlo proveniva dai miei vicini di casa, che litigavano, furiosamente. Ho inforcato gli occhiali nel buio, e ho ascoltato. Senza occhiali non sento nemmeno, è una convinzione psicologica, niente di scientifico grazie a dio. Non c'era molto da sentire, urlavano senza dire niente. Non che poi mi interessasse il perchè del litigio. E' che il giorno dopo pasqua è così noioso e assolutamente innocuo, che mi domando perchè le persone debbano litigare. Forse perchè, nonostante tutto, è pur sempre un lunedì, e per abitudine il lunedì siamo di cattivo umore. Proprio ora che scrivo un disagio fortissimo mi sta assalendo, ma no, non mi arrabbierò. Le cimici all'inizio sono di un verde meraviglioso, poi si scuriscono, piano piano, e le ultime sono più piccole e marroni. Invecchiano e poi muoiono, nella tasca di un accappatoio, sopra un tovagliolo, in un paio di boxer. Muoiono stordite dall'odore dell'ammorbidente e come sono facili da ammazzare, allora. Producono un crac leggero, sotto le scarpe, quando periscono di morte violenta. Altre si addormentano da qualche parte. Altre ancora, forse, sono immortali. Vallo a conoscere, il mondo delle cimici. Sono talmente brutte che se fossero grandi come elefanti, dominerebbero il mondo. CommentsLeave a Reply |








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