Estetica anestetica provincia cronica 03/25/2008
Chi abita in città è convinto che in provincia ci siano le mucche. O le montagne o il lago o chissà che. Non che faccia apposta, ma chi abita in città non riesce ad andare oltre ai suoi quattro ecomostri. Una mattina appena arrivata in università una mi fa ma nevica da te? A Milano c'era un sole splendente. Ah ma tu non abiti in provincia di Bergamo, in montagna? I milanesi associano Bergamo alla val brembana o alla val seriana, perchè ci vanno a fare una passeggiata o un paio di discese all'anno. Dio solo sa quanto non ci debbano distinguere con quelli delle valli, invece. E quanto, forse ancor di più, quelli delle valli non vogliano essere confusi con noi, che non siamo dei bergamaschi veri, ma dei bastardi più che altro. Non posso farne mistero, o questa mia sezione non avrebbe senso. Io abito a Treviglio, che è una terra di mezzo tra Milano, Bergamo, Lodi, e Brescia. Stanno tutte dai venti ai cinquanta chilometri. Se proprio vuoi strafare con un euro in più di benzina vai anche a Cremona. A Treviglio non ci sono montagne, anzi, credo di non aver mai visto un luogo più pianeggiante. E abbiamo un laghetto artificiale dove si narra che qualche anno fa un cagnolino venne sbranato da un pesce siluro in salto. Nel paese di fianco al nostro c'è il fiume, sta a cinque minuti in macchina e quindici in bicicletta ma è in provincia di milano, il loro dialetto è già molto diverso. Nel paese dopo ancora iniziano a mettere l'articolo davanti ai nomi propri. Io avevo un compagno che nelle ore di religione diceva il Gesù. Da lì in poi una serie di centri commerciali, motoforniture, multisala e ristoranti cinesi, fino a Milano. Ma quello lì non è più il mio mondo. Un trevigliese lo sa. Quasi nessuno di noi ha mai dovuto prendere un autobus per andare a scuola, perchè le abbiamo tutte, per esempio. A nessuno di noi è mai stato proibito di percorrere certe strade in favore di altre più sicure. Se sei di qui sai chi sono i pazzi e non ridi di loro ma li assecondi, sai che in quella casa abbandonata vive una comune di gatti, conosci i nomi di tutti quelli che scrivono sui muri come si fa in città. Sai che non trovi un mojito decente nemmeno se accendi un cero in chiesa, ma lo accendi lo stesso, perchè prima che tu lo facessi il mojito non era ancora arrivato nella nostra pianura confusa. Dove abito io c'è tutto, ma non c'è niente. Ci sono le domeniche noiose e i sabati sera senza meta, ci sono i sanpietrini delle vie del centro e le edicole con le madonne agli angoli delle strade. Avevo un compagno del liceo che andava vicino all'affresco della madonna e chiedeva l'Espresso. Lo faceva ridere da pazzi il fatto che si chiamassero come dove vendono i giornali. Da me a volte è molto deprimente, e altre volte è il luogo in cui vorrei vivere per sempre. Però lo so già che non ci vivrò per sempre. Anzi, dei giorni è come se vedessi il futuro, e nel mio futuro ci sono un sacco di posti incredibili, come il polo nord e l'argentina. Non è come quando si sogna, è come quando è questione di tempo. Noi abbiamo un campanile che ha mille anni, ma poi una storica ha detto no, ne ha novecento. E allora, si chiede la giunta, dobbiamo festeggiare o aspettiamo un secolo? A Treviglio non ci sono le mucche per strada, anche se io una volta ho viso un coniglio. CommentsLeave a Reply |








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