La pagina di Cuorerosso e Pittì

 

Non mi interessa di capire gli altri. Comunque, se per celia mi cimento nell'impresa, mi riesce sempre. Purtroppo. Spesso sarebbe meglio non capire. La capacità di capire gli altri è direttamente proporzionale alla capacità di capire se stessi? No. Anzi. In parte. Credo piuttosto che il tentare di capire se stessi, riuscendoci una volta su cento, aiuti a comprendere qualcosa di chi ci sta vicino. Le nostre manie sono le stesse di molti, anche se in ognuno hanno una manifestazione differente. Come le controindicazioni di certi farmaci. Quelli con le percentuali. tremolio molto frequente, broncospasmo abbastanza frequente, psicosi e manie depressive poco frequenti, suicidio, rarissimo. E però raro non esclude affatto che non vi siano stati casi. Ci fosse stato anche solo uno che si è impiccato dopo una tachipirina, ecco, non è da ignorare. Per esempio, io, quando sto male per qualcosa, dico che sto male per altro. Questo complica alcune situazioni: dichiarare di avere le placche in gola invece della peritonite potrebbe essere rischioso. Quando sto male per qualcosa e quel qualcosa non riguarda il mio stato di salute, io ritengo corretto raccontare un fatto a caso che magari mi fa anche male, ma a cui non penso o che non è la causa della mia escrementizia situazione, in quel momento. Sto sempre male quando vedo massacrare i cuccioli di foca, per esempio, ma quel giorno potrei essere stata tradita da qualcuno o avere qualche insormontabile dramma esistenziale. Esprimo il profondo disagio che avverto nell'immaginare Giuliano Ferrara nudo (ma anche solo Giuliano Ferrara), invece quel pomeriggio ho saputo qualcosa che mi ha fatto male davvero. Lo faccio così le persone possono dirmi: tutto qui? E custodisco il mio segreto come la cassaforte il rolex. Così quando mi capita di sentire qualcuno che si strugge perchè ha un sasso nella scarpa, capisco subito che quel sasso è l'alibi di una tragedia. Piccola o grande che sia. Ci sono tragedie oggettive? Sì e sono tremende. Ci sono tragedie soggettive? Sì, e sono tremende anche loro, solo meno plateali. In tutto questo c'è, credo, da parte mia, l'incapacità di parlare di me. O la pigrizia. Ultimamente comunque inizio, tra me e me, ad abbandonare l'ipotesi della pigrizia, che dichiaro colpevole da quando sono nata del mio non agire. Parte del mio non agire è dovuto all'incapacità di farlo, o alla mancanza di coraggio. Comunque risponderò che sono pigra fino alla morte. Anzi, forse sarò troppo pigra anche per morire.

 


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