Con la pioggia o col sole 04/27/2008
Tra le ventimila cose che non sopporto c'è il meteo. Un tempo almeno capitava che sbagliassero, così tutti dicevano: le previsioni non ci azzeccano mai, e se il giorno dopo dovevi andare a fare un picnic in montagna preparavi la cotoletta da mettere nel panino, o i biscotti alla marmellata, in ogni caso. E il giorno seguente, si partiva. Ho una foto del mio quarto compleanno in cui siamo in montagna. C'è un prato enorme e io indosso una maglia che mi arriva alle ginocchia e un paio di all star vola. Compio gli anni l'ultimo giorno di luglio e non ha mai piovuto, in ogni caso. Ora le previsioni del tempo ci prendono quasi sempre. Mi perseguitano. A qualunque ora accenda la televisione qualcuno sta parlando di forze di mari, perturbazioni, venti anomali, temperature di poco oltre la media stagionale. Quando andavo al liceo mio padre mi svegliava alle sette e un quarto, appena finite le previsioni, e me ne dava notizia. Diceva oggi nebbia, oggi freddo, oggi variabile. L'autunno del duemila ha piovuto moltissimo e ogni mattina mi svegliava in questo modo, oggi ombrelli in tutto il nord, ancora. Le ho anche sul pc, e non riesco a levarle. Mi dice quanti gradi ci sono fuori in questo momento, se la luna è coperta oppure no. Non mi lascia in pace mai. Prima pensavo che comunque vada non cambi nulla. Nella vita o hai l'ombrello o no, non ci sono molte altre ozpioni. Qui da noi almeno. Magari in Finlandia si mettono le racchette ai piedi con tanta neve. Non lo so. Avevo un maglione con la bandiera della Finlandia con ricamato uno scoiattolone con due racchette alle zampe. Per me la Finlandia sarà sempre e solo quel maglione là. A scuola una dietro di me non sapeva come si scrivesse Finlandia, così le abbiamo detto, ma come fai a non saperlo, che vergogna. Chiaro che si scriva con due elle. E così per me la Finlandia sarà sempre quel maglione, e anche la Fillandia. Per gli esami di quinta elementare tra l'altro ho portato la ricerca sulla Finlandia, incredibile come certe cazzate le incontri una volta e rischi che ti ricapitino tutta la vita. Ricordo che avrei preferito parlare del Madagascar, ma non mi fu concesso. Si poteva scegliere solo un paese europeo. Poi mi hanno chiesto: quante facce ha un cubo? E io, bo, fatemelo vedere. Ma dai che è facile, quante ne ha? Pensa al dado. E io otto. E loro, ma pensa al dado, e io, otto. Fatemelo vedere. Così mi hanno messo tra le mani un cubo di legno e mi hanno fatto contare le facce. Ne ho contate otto. Per me il cubo avrà sempre otto facce e un dado sarà sempre altro da un cubo. A me non interessa sapere che tempo farà domani. Devo andare in gita? No. Devo guidare? No. Devo costruire una casa? Nemmeno. Ma anche se fossi una gitante, un'autista, o una muratrice, se piovesse, cosa cambierebbe? E comunque a prevedere il tempo son capaci tutti. Ma il tempo? Sa forse prevedere qualcosa? Buonanotte CommentsLeave a Reply |








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