La pagina di Cuorerosso e Pittì

Sui vestiti 04/17/2008
 

So che per il paese è un momento drammatico. Ma avrò cinque anni per parlarne. E poi parlare di cosa? Berlusconi non esiste. Vorrei piuttosto mettervi al corrente di quanto sia difficile, oggigiorno, trovare dei vestiti. Se hai dalla trentotto alla quarantadue e miri a troieggiare a striscia la notizia sei regina dell'universo in questo senso. Anche se hai dalla trentotto alla quarantadue e sei cieca, non ci sono problemi. Se hai dalla trentotto alla quarantadue e sei sobria, sono cazzi tuoi. Se sei miliardaria, come sempre, tutto fila liscio: puoi comprarti una velina, scuoiarla come un coniglio e indossartela, però anche lì devi fare attenzione, perchè io in giro vedo molte con la faccia della canalis ma il fisico del gabibbo. Per una persona questi sono problemi. Per esempio, io in primavera uso lo stesso giubbetto dalla quarta superiore. Blu. E' talmente sobrio che scommetto che entro sei mesi diventa vintage. Però ha un buco sulla manica destra. Mia madre mi ha detto che va cambiato perchè sembro la figlia dell'ombrellaio, in dialetto, umbreler. Una categoria, gli aggiustatori d'ombrelli, che tempo fa di certo faceva la fame (in cornovaglia magari avrebbe vissuto più dignitosamente) ed ora si è presumibilmente estinta, come tanti altri riparatori. Oggi chi mai penserebbe di far riparare un ombrello? Io e qualche altro stronzo. Se ti si rompe l'ombrello ne compri un altro. Una mattina ho preso uno di quelli che ti vendono in metro, tra il cubo di rubik e i pupazzi al piombo. Alla prima folata di vento, in via larga, si è letteralmente disintegrato. Ieri fuori dalla coop un vecchio ha chiesto al senegalese che sta vicino ai carrelli, è da un po' che non ti vedo sei stato al tuo paese? E lui, sì. E il vecchio infatti sei abbronzato. Poi con una bottiglia di vetro è andato a rifornirsi di latte da quella macchina sparalatte che quando ha finito muggisce. Visto che sembravo la figlia dell'umbreler ho dovuto fare acquisti. Sono andata in un negozio che secondo me va un po' oltre le nostre possibilità finanziare, ma mia madre mi dice di non preoccuparmi sempre per i soldi, o diventerò come la zia Rosina e morirò circondata da denaro mai speso. Che non potrò portare nell'aldilà. Io le ho spiegato che non è una questione di tirchieria, è che c'è la crisi. E sì che non avevo nemmeno visto studio aperto in mattinata, intenta nella burocrazia crudele dell'università. Meglio una cosa buona che cinque scadenti mi ha fatta acconsentire. Ho pensato al buco della mia giacca blu. Oltre ad essere sobria non era nemmeno buonissima. Così entro e sono avvolta da miriadi di colori e vestitini e canottiere senza schiena e maglie senza manche e maglioni senza spalla e capi con una spalla sola, pantaloni senza tasche e tascapantaloni. DI fronte a me domina incontrastato un giganterrimo hello kitti. Andiamo via, qui è adolescenziale. E la commessa, ma no sei giovane. Fatti i cazzi tuoi commessa. Anche le donne di quarant'anni portano le tshirt con bettyboop. Certo, le conosco quelle quarantenni lì io, mollano il marito senza motivo da un giorno all'altro e riprendono ad andare a ballare coi sedicenni. Però quel negozio ha una marca che mi piace molto ma che non posso dire, perchè non so esattamente come si scriva. Comunque a me servono un paio di pantaloni di cotone, una giacca, una felpa. Direi basta, io sono poco esigente. I pantaloni non salgono. Nessun paio. Sono strettissimi. Tutti. E io ho la quarantadue miseria tira fuori la mia taglia non truccata, non farmi sentire un ippopotamo. Anche la felpa insomma, io ho le braccia lunghe, le mani lunghe, il busto lungo, io sono una persona piuttosto lunga e non molto coordinata a dirla tutta. Delle ragazzine vuitton mi guardano stralunate mentre tento di allacciarmi una felpa psichedelica. Ma non avete un paio di pantaloni normali? Tipo taglio jeans. Normali, no attaccati al culo in questo modo impietoso, non cuciti sulle cosce. Normali. Così mi dice, ma certo. Me li dà, li provo, sono perfetti, sono i miei, sono una quarantadue. Ma sono rossi come il papillon di orso haribo qua di fianco. Sono uscita dal negozio con un paio di pantaloni che potrò mettere solo il venticinque aprile, una felpa bianca a tratti verde fluorescente con tre nani sulla schiena vestiti rispettivamnte da batman, grande puffo e non so più che. Me li dovrò far durare almeno cinque anni.

 


Comments

fort

Thu, 17 Apr 2008 06:15:46

AHAHAHAH (rido) molto divertente quello che hai scritto. E guarda che i pantaloni rossi sono molto belli, per la felpa con i pupazzi nutro invece qualche dubbio.

 

pitti

Thu, 17 Apr 2008 06:32:07

invece è proprio quella il pezzo forte. credimi

 

hobbes

Mon, 21 Apr 2008 08:08:14

grande calvin, sarai elegantissima il 25 aprile

 

pitti

Mon, 21 Apr 2008 10:10:14

Lo spero. Ma con questo tempo forse non riuscirò a mettere i miei pantaloni rossi della festa

 



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