[...] Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Ogni volta che vengono due gocce d'acqua mi viene in mente quel trombone di D'Annunzio. La pioggia nel pineto sta a me col maltempo come la salivazione aumenta al cane di Pavlov con la campanella. Riflessi. Mi parte in testa tipo rap, tanto che potrei farci davvero una base e cantarvi sopra. Tanto quando quello zarro di Gabry Ponte ha remixato squallidamente Geordy di De Andrè ho sentito una ragazzina che diceva però come scrive bene questo Gabry Ponte chi poteva mai immaginarselo. Eh già, chi. E' che me l'hanno fatta studiare a memoria alle medie e ricordo che mi veniva facile, a differenza di A Zacinto dell'amico Foscolo che solo a ricordare né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio cuore fanciulletto giacque ci ho messo un pomeriggio. Che crudeltà le poesie a memoria. Che crudeltà anche la memoria. Davvero un peccato che sia indispensabile, si potrebbe ricominciare da zero ad ogni istante. Il mondo non andrebbe peggio, secondo me. Secondo me si ripetono un sacco di errori perchè ci si ricorda dei precedenti. E' che la memoria spesso la si usa per emulare, più che per evitare. E poi è associata quasi sempre a qualcosa di drammatico. Perfino il primo cane nello spazio è morto, io non me ne dimentico. Ho sempre trovato La pioggia nel pineto una poesia eccezionale. Ho sempre trovato lo stesso D'Annunzio eccezionale, capito affezionati comunisti che mi leggete? Mi ha sempre dato l'aria di uno che ha vissuto come tutti vorrebbero: distribuendo volantini dal proprio aeroplano, vivendo in una casa che sembra gardaland, facendosi le donne più belle del momento, scrivendo. Invidio molto il compagno Gabriele. I suoi pezzi erano pomposi e insopportabili per l'invidia che suscitava probabilmente. Bene sì, è per invidia che è così spesso accusato di kitsch. La pioggia nel pineto è solo meravigliosa invece. Pomposa al punto giusto, come i palloncini che fa l'acqua quando diluvia e l'asfalto sembra che stia bollendo. Mi dispiace solo per i gerani di mio padre, che quest'anno erano davvero belli. Dispiace anche a lui, come ai tempi si disperò per il gelsomino, stroncato da chissà quale inopportuno parassita, proprio quando iniziava ad arrampicarsi alla parete come un professionista. Un po' come sto facendo io adesso, perchè oggi ho il saggio di sax e mi vergogno, mi sudano i polpastrelli. Il fatto è che suonerò alle sette stasera, l'attesa è inutile come tutte le attese qualunque cosa ci attenda, e infinita. Non è qualcosa di veramente crudele obbligare a suonare davanti a una schiera di nonne di promettenti archisti una che soffia in un sassofono cinese da cento euro da sette otto mesi? Per me è addirittura squallido. Fortunatamente l'illustre concittadina dalla tedesca bmx suonerà, anch'ella squallidamente, la prossima domenica, il suo violino. Fossimo state lo stesso giorno magari sarebbe stato meno traumatico. Sono contenta che diluvi, così i bambini esibizionisti ci rimangono male. Fuck them