Martedì 06/24/2008
Non so se mi piaccia leggere. Per me è un'esigenza più che altro, non un piacere. Pertanto è un'attività che ritengo faticosa. Invece scrivere è tutta un'altra cosa. Scrivere mi piace, anche se penso sia mille volte più impegnativo di leggere. Impegnativo eppure meno faticoso, insomma, è un casino. Ma quando inizio a battere sulla tastiera, poi, il resto viene da sè, e io non servo più a niente. E' lo scrivere che scrive, non sono io. Invece quando leggo sono io che leggo, sono i miei occhi miopi, e fatico a mantenere la concentrazione. Il mio primo pensiero va a tutti i libri che non sto leggendo perchè mi sto cimentando proprio in quella lettura. Poi inizio a farmi i fatti miei, e lì la mia esperienza di lettrice finisce. Ultimamente però dedico alla lettura un periodo imprecisato oltre la mezzanotte e questo giova alla mia attività, mi ritengo sufficientemente concentrata e in più mi aiuta a prendere sonno. Leggo con la lucina del cellulare, perchè mi sembra più adatto al momento. Insomma, funziona. Ho letto tutto il rosso e il nero al lume della lucina. Alla fine poi quasi mi sentivo male, è stata dura. La storia del finale dico. Però c'è da precisare che posso leggere quando voglio, ma non scrivere, quando voglio. Oggi, per esempio, ho le parole bloccate, e quando è così c'è poco da fare, bisogna asciare perdere perchè causa solamente frustrazione. Ma arrivano i giorni in cui tutto va per i fatti suoi e, proprio per questo, va nel migliore dei modi. Così è tutto un rincorrersi continuo di situazioni. Ieri notte ho iniziato Cime tempestose, forse mi piace, forse no. La mia prof d'inglese del liceo parlava sempre di vuderinaiz o cime tempestose. Probabilmente le piaceva molto. Quella era una strana donna sul serio, e questo libro è così dark. Mi sa che preferisco le beghe dell'aristocrazia francese. CommentsLeave a Reply |








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