morte a credito 07/23/2008
www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/sedia-elettrica-parco/sedia-elettrica-parco/sedia-elettrica-parco.html Di cd e musica e libri troppo ingombranti 07/14/2008
Sezione: la gente con cui vivo. Ieri sera mio padre ha esordito con qualcosa di assolutamente illuminante. Premetto che sono nel mio periodo di bulimia da lettura e che mi gira in tasca anche qualche soldo e premetto anche che l'unica cosa per cui non mi sento in colpa a spendere del danaro (danaro delle tasche mie s'intende) sono i libri. Compro tanti libri, me ne rendo conto. Quest'anno ho comprato e letto l'inverosimile, anche una miniguida del Mulino, avete presenti quei libricini che in cinquanta pagine vogliono farvi conoscere i segreti degli Sciiti? O del New Journalism? Ecco, io ne ho comprata una che si chiama Comunione e Liberazione e che racconta tutta la storia. Quello è stato un acquisto compulsivo. Perchè non Le piante grasse? O la top five dei dittatori più cattivi della storia dall'inizio del mondo all'altro giorno? Non lo so. Ieri finalmente ho trovato Il piatto piange di Piero Chiara, poi ho scoperto con grande sorpresa che hanno ristampato In questo stato di Arbasino che ho solo in fotocopie, poi volevo leggermi La vita agra di Bianciardi e pure Todo modo di Sciascia. Mi balenavano tutti in mente. Ogni tanto mi metto in testa di leggere certi libri senza un perchè. Ma sono sicura che siano loro a farsi leggere, non siamo noi a dominarli. Arriva un momento in cui, inspiegabilmente questi fanno ehi ci sei? Noi ci siamo, leggici. E succede. Be ecco, mio padre stava mangiando un barattolino sammontana all'amerena con inusitata golosità e mi fa ma ancora libri hai preso? Ma perchè non compri qualche bel disco (intende cd n.d.r) che sono più piccoli? Te li regalo io, dai, domani andiamo a prenderli. Che tenerezza, che commozione. Mia madre dice che mio padre non ha mai letto un libro in vita sua, in compenso legge il quotidiano tutto intero ogni santo giorno, compresi necrologi, azioni, inserti di accompagnatrici. Ci mette tutta la sera. Se non lo fa, non va a dormire. Quando si dimentica di comprarlo si dedica a qualche rivista, ma sempre con lo stesso metodo, e comunque di cattivo umore. Una volta ha letto per intero un Io donna, incluse le didascalie di tutte quelle foto di moda, psichelei e sessualità. I dischi. Io i dischi non li compro, un po' perchè costano tanto, un po' perchè non so quale musica mi piaccia. Io di musica non so davvero niente. E chi compra i cd sembra interessato alla musica e io cosa li compro a fare. Poi non so nemmeno dove metterli. E poi come li ascolto, tanto devo trasformarli in mp3 per sentirli dal lettore. La tecnologia è prevalentemente sofferenza. In ogni caso, spulciando quaa e là diversi siti e diversi link, credo che il cd che fa per me sia Le luci della centrale elettrica-canzoni da spiaggia deturpata di un certo Vasco Brondi. Le recensioni ne parlano bene, e potrebbe essere un cd più o meno economico. Anzi, un disco. Ciao 07/13/2008
![]() Dal vivo sono diversi. Comunque alle feste dell'unità l'acustica fa sempre vomitare, nemmeno il pd ha potuto fare qualcosa. La festa del pd di Bergamo. Un mix tra lunapark di san benedetto del tronto, festa dell'uva di Canonica d'Adda, e tanta malinconia. Una di fianco a me voleva che cantassero Gomma, così ogni cinque minuti urlava Gomma, con la o aperta, che qui non esiste nemmeno nelle migliori famiglie, così sembrava dicesse mamma e qualcuno la guardava e diceva ma questa è scema? Io la capisco, Gomma è anche la mia canzone preferita .Chissà cos'avrà mai, questo pezzo. Chissà cosa muove le corde di ognuno. Anche nella poesia dico, o nei romanzi, oltre che nelle canzoni, nei quadri, nella pioggia o nel sole. Chissà come mai certi si ritrovano da una parte e certi altri da quella opposta. Dico, alcuni persone sono molto in pace quando c'è brutto tempo, per esempio, o quando leggono quegli orrendi romanzi della Mazzantini. Forse quella là che voleva gomma sente le stesse mie cose quando ascolto gomma. Mi piacciono tanto le persone. Se potessi scegliermi un lavoro, mi piacerebbe la studiosa di persone, che non ha niente a che vedere con la psicologia o con l'antropologia. Con un metodo mio dico. E una specie di personaterapia per chi non sta bene. Come prendere qualcuno e osservarlo fino a cavarne qualcosa di bello, non so, dei pensieri, degli appunti, delle musiche. Secondo me c'è un gran bisogno di storie che muovano qualche corda e poi anche di fare test d'affinità delle corde e vivere così, nell'armonia cosmica della corda. E io non mi drogo. Ci sono quelli che scalano montagne per vedere certi animali che rotolano, oppure scendono negli abissi alla ricerca del calamaro gigante e invece le persone sono ovunque e non servono le pinne e nemmeno certe scarpe costosissime. Fatica sì, ma poco fisica. Persone è un'attività che possono svolgere anche i cardiopatici e gli asmaatici, le donne incinte, gli zoppi e i sordi. Ecco, i ciechi non possono, ma che ne sappiamo noi di quello che capiscono i ciechi. Potrebbero inventare una versione per loro. Ma adesso inizio a delirare, mi fermo. leoni pesci e acquari 07/09/2008
La cosa che mi piace di più di questo blog è quello che non potete vedere. E' quando si aggiunge un post. Il sito si fa tutto precario, le diverse sezioni della pagina sono tratteggiate, sembra un abito ancora da cucire, sembra che con un click sbagliato potrebbe scomparire tutto da un istante all'altro. E non è un'ipotesi troppo remota date le competenze informatiche di chi scrive qui. Parlo esclusivamente di me è chiaro. Ieri ho dato il mio ultimo esame dell'università. L'ultimo in totale, a meno che la segreteria non faccia qualche cazzata e potrebbe succedere. Quindi diciamo che formalmente è l'ultimo. Ieri ero giovane come al primo. Perchè l'università è strana. Ti fagocita e ti manda su e giù come la neve nelle palline con la neve e sembra non volerti lasciare mai andare via. Ti senti invecchiare e poi, quando finisci, sono passati solo quattro o cinque anni. Io sono ancora più giovane di quando ho iniziato, io non sono ancora nata. Gli esami erano diventati qualcosa di grottesco. Quell'appello, la gente pallida, il caldo tropicale nelle aule, in estate e in inverno, lo stesso. I treni all'alba, la nausea in metropolitana, il mal di testa dopo il voto. L'università fa schifo, è un acquario gigante e noi pesciolini. Io sono stata un pesce pulitore, sempre attaccato al vetro nella speranza di evadere, perchè il pesce pulitore non è che vi vuole pulire la merda nell'acquario, vuole uscire a vedere cosa c'è, anche se sa che resisterebbe pochissimo con le branchie e senza nemmeno un pezzettino di polmone. Qualche volta avrei voluto essere uno di quei pescetti al neon, quelli colorati con il neon nella pancia, ma da quando mi hanno detto che le lucciole non sono che mosche con una lampadina sul culo, queste creature di bell'aspetto, ma in realtà tanto marciume, mi fanno compassione assai. Come quando ho saputo della carne dei cigni, che è nera e nel medioevo li schifavano con veemenza assoluta. Sono stata sempre vicino al vetro e intorno a me nuotavano tanti altri pesciolini d'acquario, alcuni belli davvero, con quelle code multicolori. Io sono stata grigia. E adesso prenderò un po' di colore, ma non troppo, non mi sta bene la coda arcobaleno. Ieri, come ad ogni esame, la docente mi ha detto che mi manca il linguaggio specifico della materia. Io non ho linguaggio specifico è vero. Uso un linguaggio banale e trascurato e assolutamente approssimativo. Forse proprio per questo ho tante idee. Buona giornata Torno presto 07/05/2008
La mia assenza è dovuta in parte all'economia cui dedico massimo dieci minuti al giorno, ma che assorbe tutte le mie capacità cerebrali. In parte alla confusione del mese di luglio. Così metto questa canzone che esprime appieno i mio dramma Martedì 06/24/2008
Non so se mi piaccia leggere. Per me è un'esigenza più che altro, non un piacere. Pertanto è un'attività che ritengo faticosa. Invece scrivere è tutta un'altra cosa. Scrivere mi piace, anche se penso sia mille volte più impegnativo di leggere. Impegnativo eppure meno faticoso, insomma, è un casino. Ma quando inizio a battere sulla tastiera, poi, il resto viene da sè, e io non servo più a niente. E' lo scrivere che scrive, non sono io. Invece quando leggo sono io che leggo, sono i miei occhi miopi, e fatico a mantenere la concentrazione. Il mio primo pensiero va a tutti i libri che non sto leggendo perchè mi sto cimentando proprio in quella lettura. Poi inizio a farmi i fatti miei, e lì la mia esperienza di lettrice finisce. Ultimamente però dedico alla lettura un periodo imprecisato oltre la mezzanotte e questo giova alla mia attività, mi ritengo sufficientemente concentrata e in più mi aiuta a prendere sonno. Leggo con la lucina del cellulare, perchè mi sembra più adatto al momento. Insomma, funziona. Ho letto tutto il rosso e il nero al lume della lucina. Alla fine poi quasi mi sentivo male, è stata dura. La storia del finale dico. Però c'è da precisare che posso leggere quando voglio, ma non scrivere, quando voglio. Oggi, per esempio, ho le parole bloccate, e quando è così c'è poco da fare, bisogna asciare perdere perchè causa solamente frustrazione. Ma arrivano i giorni in cui tutto va per i fatti suoi e, proprio per questo, va nel migliore dei modi. Così è tutto un rincorrersi continuo di situazioni. Ieri notte ho iniziato Cime tempestose, forse mi piace, forse no. La mia prof d'inglese del liceo parlava sempre di vuderinaiz o cime tempestose. Probabilmente le piaceva molto. Quella era una strana donna sul serio, e questo libro è così dark. Mi sa che preferisco le beghe dell'aristocrazia francese. Ai raghi 06/20/2008
Il 10 luglio al Fara rock suona Bugo. E l'11 ci sono, come previsto, i Baustelle alla festa dell'unità (?) di Bergamo. Amarsi è fondamentale 06/19/2008
Ma in che senso un pianoforte sulla spalla? 06/18/2008
Non riesco a capire perchè ogni sacrosanto anno giornali, telegiornali e quotidiani online parlino della maturità. Voglio dire, è sempre lo stesso esame. Se cinquecentomila ragazzi hanno l'esame di stato, agli altri sessanta milioni di poveri individui cosa frega di che tema è uscito? O di vedersi pubblicata a pagina cinque la versione di greco? Cos'è, la mettono invece del sudoku? Così avrebbe un senso. Potrebbero inventarsi un matura e vinci: tu compili tutte e tre le prove e le mandi al giornale e la migliore viene selezionata, così il candidato può passare all'orale e che ne so, vincersi una vacanza in polinesia o diecimila euro o un buono libri illimitato. Qua se non ci rinnoviamo un po', va a finire che appassiamo tutti. Voglio dire, sono anni che tentano di metterci Montale, il governo Berlusconi ce l'ha fatta. Poi che non si venga a dire che Berlusconi è un mafioso, perchè ha fatto uscire Montale. Che poi non capisco cosa ci sia da gioire o augurarsi sempre questo Montale. Montale è un falso amico, come burro in spagnolo. Montale sembra immediato invece è uno dei poeti più complessi del novecento. Quando ho fatto la maturità io c'era sempre Berlusconi, e quell'anno l'illustre ministro dell'istruzione Moratti resuscitò Pirandello. Pirandello, questo sconosciuto. Noi l'avevamo saltato a quaglia, per esempio. Io, almeno. C'era l'analisi di un testo teatrale di Pirandello, che nessuno aveva mai visto, però era così semplice che invitava ad uno svolgimento immediato ed indolore. Montale, voglio proprio vedervi con Montale, che bei temi scriverete. Quante stronzate. Dopo il mio tema c'erano trentanove gradi, l'avevo letto dal termometro della banca. Sono strisciata fino a casa per niente felice, ma nemmeno triste. Era bello essere insipidi senza consapevolezza, quell'ignara apatia non riesco più a ripropormela. La Gelmini fa gli auguri a tutti, anche la Moratti aveva dispensato auguri. L'esame di maturità è la cosa più ridicola alla quale abbia mai avuto occasione di approcciarmi. Seconda forse solo al convertitore euro che era arrivato per posta. I ragazzi si preoccupano per la maturità perchè pensano chissà che ed è anche un po' colpa di Venditti. Ma io sono certa che se ce l'ha fatta Vaporidis potete andare tutti tranquilli. Pertanto rivolgo i miei più sentiti auguri ai maturandi che mi leggono (non credo ce ne siano tra l'altro), proprio come la Gelmini e la Moratti. Sono fortunati, dopo un'estate di niente avranno altri cinque anni di vacanza universitaria, l'esperienza forse più lavativa dell'esistenza. No future for you 06/10/2008
Qualche anno fa sono comparsi i blog. Qualche, un po'. Il primo che ho aperto me lo ricordo, era l'anno della maturità, il mese della maturità. Intesa come esame di stato chiaramente. Lo trovavo formidabile. Lì io avrei potuto scrivere tutto quello che mi fosse passato per la testa, e soprattutto farlo leggere a degli sconosciuti. Poi mi sono stufata e ne ho aperto un altro. Poi un altro. Poi un altro. E infine? Giusto, un altro. Ma come sarebbe stato il blog di Baudelaire se avesse potuto averne uno? Probabilmente un po' spettrale. Una mia amica ha un blog spettrale. E quello del Verri o del Beccaria? Quello di Alfieri? Quello di Dante? Pazzesco, immaginatevi quello di dante. Lui che scrive la commedia post per post e la gente che lo manda affanculo nei commenti, o che si complimenta, o che si commuove, o che gli ruba le idee. Oh ma lo conosci il blog di Dante tu? Hai voglia, ce l'ho anche linkato. Altro che Grillo o Lapo, che sono quelli che ci toccano ora. Non li reputo dello stesso livello, non mi si fraintenda, Lapo è migliore. Il mondo si evolve e Dante non c'è più. Il mondo si è evoluto e ci è arrivato baricco. Mi verrebbe da rimpiangere le lampade a olio. Però poi il blog ha perso un po' di pubblico e così certe persone non si trovano più. Mi piaceva tanto leggere quello dei ragazzini del ginnasio, per esempio. Poi sono arrivati facebook e myspace e non è stato più lo stesso. Pare ci sia un bisogno disperato di dimostrare di esistere. Se hai myspace esisti, sei tu. Ci sono le tue foto, c'è la tua musica, ci sono i tuoi amici. Migliaia. ma quando mai? Ci sono le tue emoticons e tra gli umori che puoi scegliere c'è l'opzione donchisciottesco. E poi è tutto lì, e quando mi chiedono vuoi il mio myspace io non lo vorrei, perchè tanto lo trovo da me. Ho trovato tutti. Vecchi compagni delle elementari, delle medie, del liceo, compagni di catechismo, vicini di casa, conoscenti. Ed è così brutto e sporco, questo myspace. E' tutto così colorato e privo di senso. Ogni tanto ne visito qualcuno cinese o sudafricano o cileno. Ed era meglio non conoscersi. |










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